La Parrocchia dei Colli di Fontanelle è situata in collina, nella parte più alta di Sant’Agnello, Comune a cui appartiene.

L’unica chiesa del posto è dedicata alla “Natività di Maria Vergine”.

Imponente per il luogo, ma semplice nella struttura , con i suoi alti campanili laterali, questa costruzione si lascia ammirare da ogni dove: la si vede dal golfo di Napoli ma anche da quello di Salerno; chi viene in Penisola Sorrentina la scorge, in alto, sulla collina, già da Punta Scutaro.dav

Anche nelle notti buie, da lassù, ben illuminata, fa bella mostra di sé. Solo la nebbia, di tanto in tanto, ne offusca la vista, nel periodo invernale.

La sua edificazione risale alla fine del secolo scorso (1883) ed è stato possibile ricostruirne in parte la storia leggendo la documentazione del passato e gli atti notarili che, a dire il vero, non sono tanto generosi di notizie e di dettagli.

Comunque ricerche approfondite sono state fatte, anche di recente, da  scrittori e storici locali*1 che hanno contribuito a riempiere i vuoti informativi sull’opera con altre spigolature e curiosità scovate in archivi privati e pubblici.

La tradizione orale ha tramandato una simpatica leggenda che attribuisce l’origine di questa chiesa ad una specifica richiesta della Madonna apparsa in sogno al fondatore, Comm. Francesco Saverio Ciampa: si raccontava infatti che la Madre Celeste gli avesse espresso diverse volte il desiderio di una chiesa sulla collina.

 Ma in realtà, da fonti storiche certe, si sa che nella zona “Passaggio”, dove ora sorge la Chiesa del paese, nel passato preesisteva una Cappella dedicata anch’essa alla Natività di Maria Vergine,  costruita, nel lontano 1644, dal sacerdote don Giovanni Antonio Gargiulo e da lui affidata alla  vicina Parrocchia di Trasaella, da cui dipendevano i fedeli del paese.

Però, con il ripopolamento del luogo, guadagnato allo sviluppo agricolo e artigianale, venne fatta richiesta dagli abitanti del posto di una nuova Parrocchia più facilmente raggiungibile e così, nel 1875, essi furono esauditi e questa Cappella della Natività venne affidata a don Giuseppe Aiello, il primo effettivo parroco del borgo.

Ma, con il passar del tempo, la cappella era diventata poco capiente per i credenti che intanto erano aumentati ancora di numero e fu allora che il comm. Francesco Saverio Ciampa, ricco armatore del posto, uomo di profonda fede che si affidava nella preghiera alla Madonna che egli chiamava “Bambinella”, proprietario del fondo su cui sorge l’attuale costruzione, resosi conto della situazione che era venuta a crearsi, decise di donare alla gente del posto un vero tempio che si potesse ammirare dai due golfi, visibili dalla collina*2.

I lavori per la costruzione della nuova chiesa iniziarono con la preparazione del suolo nel 1882 e agli inizi del 1883 fu posta la prima pietra. Seguirono altri tre anni di duro impegno  e solo nel 1886 l’opera fu completata.

Il periodo è così descritto in una nota, tratta dal libro commemorativo Stelle e fiori “Francesco Saverio Ciampa” del 1892, conservato in biblioteca privata dai familiari.

DESCRIZIONE DEL PAESE1

Fu un’impresa non facile per quei tempi, perché, data la mancanza di strade percorribili con mezzi di trasporto, il materiale fu portato, a spalle o sul dorso di muli, dai volontari del posto, con il bello e con il brutto tempo.

Solo dopo ci si dedicò ai lavori di abbellimento della facciata e all’ornamento interno terminati nel 1888 con l’affissione della Pala dell’Altare maggiore, opera del pittore Gaetano Mormile che probabilmente si ispirò ad opere pittoriche dell’ottocento.

pala dell'altare

Fu così che gli abitanti del paese trovarono nella chiesa quel luogo desiderato di preghiera ma anche di  aggregazione che finì con il farli sentire sempre più “comunità”: lì si recavano non solo per partecipare alle celebrazioni eucaristiche ma anche per discutere dei problemi personali e delle attività da farsi, per promuovere iniziative sociali e culturali o anche solo per lo scopo di incontrarsi e scambiarsi qualche parola o qualche idea.

Da quegli incontri sono poi scaturite le organizzazioni delle feste tradizionali del paese che ormai si ripetono, fedelmente, da anni e anni, da generazione in generazione, come quella del Corpus Domini (Festa degli Altari) a giugno, della processione del mese mariano (Festa della Madonna) a maggio e della Natività di Maria Vergine a settembre.

Poco si sa della via religiosa degli inizi del Novecento, ma si racconta che il paese risentì dei duri colpi delle guerre e difatti non furono pochi i giovani locali, arruolati nell’esercito, partiti per il fronte e mai più ritornati.

Si hanno notizie certe di iniziative teatrali, a carattere religioso, promosse da compagnie locali, composte perlopiù da giovani intraprendenti del posto che “facevano cassa per la chiesa” presentando i loro spettacoli nelle parrocchie limitrofe.

Memorabile è rimasta nel ricordo degli anziani l’interpretazione della “Vita di Gesù”, ma, a seconda del periodo dell’anno in cui si esibivano, questi provetti giovani cambiavano stili e generi, tematiche e scenari, e sembra che non disdegnassero neppure l’opera classica e lirica. Se si considera il basso livello d’istruzione del periodo, meraviglia non poco l’audacia delle scelte di queste compagnie che investivano nelle commedie impegno, denaro, entusiasmo e sonno, dato che spesso provavano le parti di notte, al ritorno dal duro lavoro nei campi.

 

Note

*1Franco Gargiulo “Sant’Agnello nella Penisola Sorrentina attraverso la storia e la tradizione”. Associazione Studi Storici Sorrentini, Piano di Sorrento (Na) 1993.

Franco Gargiulo “La frazione dei Colli di Fontanelle in Sant’Agnello e la Sagra che vi si svolge in Settembre”, Nicola Longobardi Editore, Castellammare di Stabia (Na) 2009.

Antonino De Angelis “Li Cuonti -La collina degli uccelli di passo- Penisola Sorrentina”, Edizioni La Conchiglia.

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