Pastorale Familiare: Giornata a San Costanzo

Pubblicato giorno 18 giugno 2019 - Archivio, Pastorale Familiare

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MOMENTI SPECIALI

- GIORNATA A SAN COSTANZO SABATO 15 GIUGNO 2019-

Complici nel bene, sulla scia dei percorsi di Betania, si sono svolte quest’ anno le riflessioni che hanno animato gli incontri di pastorale familiare.

Ieri, sul monte san Costanzo abbiamo vissuto un momento che ha chiuso il ciclo di incontri , ma che ha aperto ad una nuova e concreta prospettiva della vita in famiglia. Abbiamo toccato con mano come spesso in famiglia e, prima ancora, la coppia di sposi che è il nucleo fondante della famiglia, sono luogo dove incontrare il nemico e dove imparare ad amarlo.

Il nemico a volte è il nostro coniuge o il figlio con cui ci scontriamo spesso.. il nemico è l’imperfezione del mio sposo e della mia sposa e in genere delle persone con cui mi relaziono. Il nemico sono i lati oscuri del suo/loro carattere. Il nemico è la sua parte meno simpatica, la parte che mi provoca sofferenza e disagio. Il nemico sono i suoi peccati, le sue mancanze, le sue omissioni, le sue incapacità di amare, le sue fragilità, le sue parole dure e ingenerose, i suoi umori, i suoi silenzi carichi di rabbia. Ognuno metta il suo nemico. Gesù ci chiede, con la grazia del matrimonio, di amare anche quello che di nostro marito e nostra moglie non è bello e non è cosa buona. Amare al modo di Gesù. Non significa accettare ogni cosa. Significa essere capaci di guardare il nostro coniuge con lo sguardo di Cristo. Guardarlo/a con quello sguardo di chi vede attraverso tutte quelle cose e riesce a cogliere, anche in quei momenti, la bellezza dell’altro/a. Riesce a cogliere quanto bene ci sia nell’altro anche se non del tutto espresso e manifestato. Non c’è nulla di più bello e gratificante per una persona di essere guardato così.

Credo che sia questa la grande forza dell’essere capace di amare i propri nemici, di diventare complici nel farci del bene, nonostante il male, oltre le brutture, diventare alleati perché proiettati OLTRE. La forza dell’amore che sconfigge le tenebre. L’amore che come un’onda travolge e distrugge tutte le fortezze di male che l’altro si porta dentro. Una sfida che non è possibile vincere senza la convinzione che ci sia un disegno più grande, una forza che ci sostiene, che per noi sposi cristiani viene da Gesù.

Solo la Grazia può permettere di realizzare un progetto che sarebbe irraggiungibile con le fragilità e le ferite che tutti ci portiamo dietro. Senza la Grazia, c’è il concreto pericolo di non restare saldi e di abbandonarsi alla cultura del provvisorio, tipica del nostro tempo che ci impedisce di realizzare completamente il progetto di Dio per noi e di non vivere mai veramente in pienezza la nostra umanità che è stata creata per un amore radicale, totale e infinito. Siamo immagine di Dio, ricordiamolo.

Intensa e commovente la celebrazione eucaristica svolta da don Tonino nella piccola e intima chiesetta sul monte, culminata con il segno della velazione. Tutte le coppie e i presenti sono passati sotto il velo nunziale,che qui diviene  simbolo della nube luminosa dello spirito santo che come un velo ,copre, protegge e sostiene le coppie e famiglie tutte. Durante il passaggio, il sacerdote , imponendo le mani, ha dato una speciale benedizione. A seguire abbiamo condiviso un pranzo comunitario.

  Luigi e Rosa

 

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