Mese di Maggio: Dalla comunicazione digitale alla comunicazione diretta (Fratelli tutti, cap. I)

Pubblicato giorno 23 maggio 2021 - Archivio, Insieme si può, Riflessioni

FRATELLI TUTTI

 

 Nel capitolo primo di “Fratelli tutti” Papa francesco sempre attento a quelle che sono l’esigenze delle popolazioni nel tempo che viviamo, in questa sua enciclica, ha aperto una parentesi su quella che è la comunicazione.

Il papa riconosce l’importanza e l’utilità della comunicazione digitale, invita a non trascurare quelle che sono le relazioni interpersonali ma anche intrapersonali, ci deve essere trasmissione di sentimenti, ascolto reciproco e ciò avviene tramite la comunicazione verbale, tramite uno sguardo, tramite un abbraccio, che non può esserci attraverso un messaggio Whatapp o tramite una faccina mandata su instagram. Egli parla dell’illusione della comunicazione, e anche di una felicità illusoria, siamo convinti sempre di trovare felicità in quella foto venuta bene, in quel like in più ricevuto, in quella persona che attraverso messaggio ci fa i complimenti sembra nostra amica ma magari faccia a faccia manca anche il saluto.

Con un utilizzo eccessivo dei social tendiamo a perdere la nostra intimità, basta pensare ad oggi che quando usciamo, andiamo al bar, siamo con amici dobbiamo pubblicare una storia instagram, senza goderci magari un sorriso in più o uno sguardo complice della persona che ci è accanto.

Tutta la nostra vita diventa di dominio pubblico, in quanto siamo sempre volenterosi di mostrare e dimostrare qualcosa attraverso un social.

I media possono portare ad una dipendenza, ad una forma di isolamento e quindi diventare apatici, perdere ogni contatto con la realtà esterna, senza far crescere e provare sentimenti nuovi relazionandoci con le persone reali.

I rapporti social non vanno a costruire un’amicizia, un legame forte ma solo un “noi” illusorio, i social sebbene utili non possono reggere la quotidianità, non possono sostituire la realtà.

Le persone attraverso i social tendono a legarsi in maniera costante ed ossessiva, a messaggiare 24h su 24h e ciò favorisce lo svilupparsi anche dell’aggressività, di insulti, basta un commento fuori posto fatto magari da un account falso a distruggere una persona e a demolire la figura dell’altro senza nemmeno averlo davanti.

Anche i politici, chi governa e guida il popolo purtroppo spesso abusa dei social, scatenando odio e caos attraverso essi, basta pensare a Trump che attraverso tre frasi scritte in un post su twitter è riuscito a scatenare il colpo di stato e perdita di vite cosa che forse non sarebbe successa tramite una parola detta a voce o anche solo ascoltando il tono delle voce.

Trasmettere attraverso gesti, parole e sguardi è questo che insegnava e che caratterizzava la comunicazione del nostro più grande maestro, Gesù, che attraverso le parabole, attraverso l’enfasi che riusciva a mettere nei suoi racconti trasmetteva un messaggio, un messaggio d’amore e di pace e soprattutto un messaggio capace di colpire direttamente il cuore e la mente di chi ascoltava ed è a ciò che invita il papa, non perdere mai lo sguardo d’amore diretto con il prossimo, non perdere mai la capacità di  riconoscere il profumo di una persona, di perdersi occhi negli occhi e di  riconoscere il rumore dei passi e non quello di una notifica.

 Francesca Pane

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