Mese di Maggio: L’amore è… guardare all’universale per il bene comune (Fratelli tutti, cap. IV)

Pubblicato giorno 15 maggio 2021 - Archivio, Insieme si può, Riflessioni

FRATELLI TUTTI

L’amore è… guardare all’universale per il bene comune

Il libro fratelli tutti mi ha aiutato a comprendere ancora di più le bellezze che il mondo ci riserva nonché a capire quanto sia importante essere aperti e gentili verso il prossimo.

Il dialogo e la fratellanza sono due poli indispensabili per apprezzare l’universale, per non cadere nella meschinità e nella banalità di tutti i giorni.
È proprio grazie al rapporto e al confronto che si può avere una conoscenza chiara e completa di se stessi e della propria terra, perché le altre culture non sono nostri nemici da sconfiggere bensì una ricchezza che la vita umana ci ha donato.
Però, per avere una mente aperta all’universalismo, bisogna amare prima se stessi e la propria terra, custodire le proprie tradizioni apprezzando anche quelle degli altri perché abbiamo bisogno tutti del prossimo: nessun popolo, nessuna cultura o persona può ottenere tutto da sé.

Dobbiamo tutti avere la consapevolezza del limite, è la tentazione che emerge dall’antico racconto della torre di Babele: la costruzione di una torre che arrivasse fino al cielo non esprimeva l’unità tra vari popoli capaci di comunicare secondo la propria diversità. Al contrario, era un tentativo fuorviante, nato dall’orgoglio e dall’ambizione umana, di creare un’unità diversa da quella voluta da Dio nel suo progetto provvidenziale per le nazioni.

Questa è un’ ulteriore occasione per la bibbia per insegnare agli uomini che senza dio non si può costruire la civiltà, è con l’esperienza della torre di Babele sembra che Dio, spazientito per il comportamento orgoglioso degli uomini, debba abbandonarli al loro destino, ma il suo amore che prova verso di noi è superiore e ricomincia tutto da capo perdonando l’ambizione umana e regalandoci un’altra opportunità.

Quindi possiamo dire che i limiti non devono essere una minaccia ma una possibilità per elaborare un progetto comune con lo scopo di arricchire se stessi e il prossimo.
Per assicurare il bene comune, infatti, bisogna essere uniti e coesi, fare del bene al prossimo e allo stesso tempo ricevere del bene per rendere il mondo in cui viviamo un posto migliore.

La violenza e l’odio non sono e non saranno mai armi vincenti, portano solo paura, distruzione. L’amore invece accompagnata da speranza e solidarietà è la sola ad assicurarci un mondo ricco, più facile e spensierato, con lo scopo di fare e ricevere del bene in modo che tutti possano vivere la vita che meritano sapendo di poter contare su una specie umana ricca di colori  diversi ma soprattutto stupendi.

Concluderei col dire che noi tutti abbiamo bisogno di accogliere il prossimo e guardare all’universale, apprezzando le bellezze che ci ha regalato Dio che vanno oltre ai nostri confini.

Emma Terminiello

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